Quantum computing: il mercato verso il 2026

Dalla ricerca ai primi ricavi: aziende quotate, ETF e strategie operative per investitori consapevoli

ETF 29/12/2025 4FT News
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Quantum computing: il mercato verso il 2026

Dalla ricerca ai primi ricavi: aziende quotate, ETF e strategie operative per investitori consapevoli

Quantum computing: perché il 2026 è un anno chiave

Il quantum computing sta uscendo lentamente dalla fase puramente sperimentale per entrare in una fase pre-commerciale. Il 2026 non segnerà ancora l’adozione di massa, ma sarà probabilmente l’anno in cui il settore inizierà a mostrare segnali più concreti di sostenibilità economica, con:

  • primi ricavi ricorrenti da servizi cloud quantistici,
  • maggiore chiarezza tecnologica tra approcci concorrenti (superconduttori, ioni intrappolati, fotonica, annealing),
  • una selezione naturale tra aziende con roadmap credibili e realtà più speculative.

Le stime più condivise indicano un mercato globale compreso tra 1,5 e 2 miliardi di dollari nel 2026, con tassi di crescita annui superiori al 20%. Numeri ancora ridotti rispetto ad altri settori tech, ma in accelerazione e con un forte supporto da parte di governi, università e grandi imprese.

Come funziona oggi il mercato (e perché è diverso dall’hype)

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È fondamentale chiarire un punto: nel 2026 i computer quantistici non sostituiranno quelli tradizionali. Il valore economico si concentra invece su:

  1. Quantum-as-a-Service (QaaS)
    Le aziende accedono a computer quantistici tramite cloud (IBM, Amazon, Google, IonQ), pagando per tempo macchina e servizi.
  2. Applicazioni verticali ad alto valore
    Chimica, materiali, logistica, ottimizzazione finanziaria e simulazioni complesse, dove anche piccoli vantaggi computazionali hanno impatti rilevanti.
  3. Modelli ibridi classico–quantistici
    Il quantum viene usato come acceleratore di specifici calcoli, integrato in flussi tradizionali.

Aziende quotate: chi sta davvero “producendo” computer quantici

Nel panorama delle principali borse mondiali, si possono distinguere due grandi gruppi.

1. Pure-play quantistici (alta esposizione e alto rischio)

Queste aziende studiano e producono direttamente hardware quantistico, ma con modelli di business ancora fragili:

  • IonQ (IONQ – NYSE)
    Tecnologia a ioni intrappolati, tra le più promettenti in termini di stabilità dei qubit. Forte presenza nel cloud.
  • D-Wave Quantum (QBTS – NYSE)
    Specializzata in quantum annealing, già utilizzato per problemi di ottimizzazione industriale.
  • Rigetti Computing (RGTI – NASDAQ)
    Approccio full-stack (chip, sistemi e cloud), ma con elevata volatilità finanziaria.
  • Quantum Computing Inc. (QUBT – NASDAQ)
    Focus su soluzioni fotoniche e sistemi “room temperature”.

👉 Profilo finanziario:
Ricavi limitati, forti investimenti in R&D, elevata dipendenza dal mercato dei capitali.

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Indicazioni operative (approccio prudente):

  • Entrare solo dopo forti correzioni (−30/40% dai massimi)
  • Allocazione complessiva: 1–3% del portafoglio
  • Orizzonte minimo: 3–5 anni

2. Big tech quotate con esposizione strategica

Queste aziende non dipendono dal quantum per sopravvivere, ma potrebbero beneficiarne in modo significativo nel medio periodo:

  • IBM (IBM – NYSE)
    È oggi il player più avanzato sul piano industriale: sistemi quantistici operativi, roadmap chiara e clienti enterprise.
  • Alphabet / Google (GOOGL – NASDAQ)
    Leader nella ricerca sui chip quantistici e nei risultati sperimentali.
  • Amazon (AMZN – NASDAQ)
    Sviluppo di chip proprietari e piattaforma AWS per il quantum.
  • Microsoft (MSFT – NASDAQ)
    Ricerca su qubit topologici: approccio più rischioso ma potenzialmente dirompente.
  • Intel (INTC – NASDAQ)
    Sviluppo di qubit su silicio e produzione sperimentale di chip.
  • Fujitsu (6702 – TSE)
    Importante player asiatico, con ambiziosi piani di scalabilità.

👉 Qui il quantum rappresenta una opzione di crescita, non una scommessa binaria.

Indicazioni operative:

  • Acquisti su supporti di medio periodo
  • Logica di accumulo progressivo
  • Orizzonte: lungo termine

ETF: l’approccio più razionale per molti investitori

Data l’incertezza tecnologica, l’esposizione tramite ETF resta spesso la scelta più equilibrata.

ETF di riferimento:

  • Defiance Quantum ETF (QTUM)
    Include aziende di quantum computing, AI e semiconduttori avanzati.

Indicazioni operative:

  • Ingresso dopo fasi di correzione del Nasdaq
  • Peso suggerito: 5–8% del portafoglio azionario tematico

Rischi da non sottovalutare nel 2026

  • Tecnologia ancora immatura: la “quantum advantage” generalizzata non è imminente
  • Burn rate elevato nelle pure-play
  • Hype ciclico: annunci tecnologici spesso anticipano i risultati economici
  • Possibili consolidamenti o fallimenti tra i player più piccoli

In sintesi

Il quantum computing nel 2026 non sarà ancora una rivoluzione compiuta, ma segnerà un passaggio importante:
da promessa teorica a mercato emergente con primi modelli di business reali.

Per l’investitore:

  • esposizione sì, ma misurata e diversificata
  • preferenza a ETF e big tech
  • pure-play solo come componente speculativa

Il vero valore potrebbe emergere nella seconda metà del decennio, ma il posizionamento inizia oggi, con metodo e pazienza.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata o sollecitazione all’investimento. Gli strumenti finanziari citati comportano rischi elevati, inclusa la perdita totale del capitale investito. Ogni decisione di investimento è sotto la piena responsabilità del lettore. Prima di investire, valutare il proprio profilo di rischio e consultare un professionista abilitato.

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