Materie prime e cicli economici: segnali dal 2025
Preziosi forti ed energia debole: un ciclo in raffreddamento che ricorda più il 2000 che il 2007
Materie prime e cicli economici: segnali dal 2025
Preziosi forti ed energia debole: un ciclo in raffreddamento che ricorda più il 2000 che il 2007
Quadro attuale delle commodity (agosto–settembre 2025)
- Indice energia in calo: secondo il Pink Sheet della Banca Mondiale, ad agosto l’indice energia (2010=100) è sceso a ~88 (−3,9% m/m), con Brent medio mensile ~68 $/bbl e gas USA in flessione;
- Metalli e minerali sono stabili (indice ~110), mentre i metalli preziosi restano robusti (indice ~253).
- Agroalimentare: l’Indice FAO dei prezzi alimentari è a 130,1 punti in agosto, invariato m/m, +6,9% a/a ma ancora ~19% sotto il picco di marzo 2022; prospettive di offerta cerealicola 2025/26 considerate “confortevoli”.
- Energia vs picchi storici: per contestualizzare, il Brent nel 2008 toccò in media mensile oltre 130 $/bbl (luglio), livelli ben superiori agli attuali.
Macro USA: crescita, inflazione e tassi
- Crescita: nel 2° trimestre 2025 il Pil reale USA è cresciuto +3,3% t/t annualizzato (dopo −0,5% nel 1° trimestre).
- Inflazione: l’indice CPI è +2,9% a/a in agosto (core +3,1%).
- Politica monetaria: il FOMC (17 settembre 2025) ha ridotto il target dei fed funds a 4,00–4,25%.
- Output gap e potenziale: le valutazioni del CBO indicano un’economia prossima al potenziale nel 2024-25 e un graduale riassorbimento dell’eventuale scarto nel medio periodo; la misura ufficiale del Pil potenziale reale (serie GDPPOT) resta il riferimento per calcolare il gap.
Come si muovono le commodity rispetto al ciclo (oggi vs 2000-01 e 2007-08)

2007-08 (pre-GFC)
- Domanda globale molto forte e output gap positivo nei paesi avanzati; energia e metalli in rally fino al picco del petrolio (luglio 2008), poi brusco ripiegamento con l’entrata in recessione globale.
2000-01 (pre-scoppio bolla dot-com)
- Output gap positivo nel 2000, stretta monetaria della Fed nel ’99-2000; poi inversione con rallentamento e correzione ampia delle commodity cicliche (energia e metalli) mentre l’oro si muove in modo difensivo solo più avanti. (Quadro ricostruibile combinando serie ufficiali di Pil reale e Pil potenziale CBO/FRED).
2025 (oggi)
- Segnale misto:
- Energia debole (Brent ~68–71 $/bbl ad inizio estate, in flessione ad agosto) → suggerisce domanda globale non tirata e assenza di shock di offerta persistenti.
- Metalli industriali laterali (indice ~110) → coerente con crescita mondiale modesta ma non recessiva.
- Preziosi forti (indice ~250+) → tipico di fasi di incertezza macro/finanziaria e attese di tagli dei tassi reali.
- Food stabile su base mensile e sotto i massimi 2022 → minori pressioni dal canale alimentare.
- Macro USA: inflazione prossima al 3%, Fed che avvia un ciclo di allentamento “gestito” e crescita che oscilla, con un gap vicino a zero (né chiaro surriscaldamento né vistosa sottoutilizzazione).
Analogìe e differenze (segnali da leggere)
- Non è il 2007-08: allora energia e metalli correvano assieme, trainati da domanda eccezionale; oggi energia debole + preziosi forti raccontano più rallentamento e ricerca di coperture che “surriscaldamento”.
- Più vicino al 2000-01… ma con cuscinetti: come nel 2000, si osserva output gap non negativo e normalizzazione monetaria in corso (oggi al ribasso, non al rialzo), mentre i metalli industriali non “prezzano” boom; tuttavia l’inflazione è più alta del 2001 e la Fed sta tagliando (non alzando), riducendo il rischio di un irrigidimento pro-ciclico.
Che cosa può presagire (o scongiurare) una crisi

Indicatori da monitorare (con lettura attuale):
- Divergenza “energia giù / preziosi su” – storicamente associata a rallentamenti o fasi di risk-off più che a surriscaldamenti: oggi presente.
- Output gap ~0 e inflazione ~3% – quadro né caldo né freddo: una sorpresa negativa sulla crescita potrebbe spingere in basso i metalli industriali; una discesa più netta dell’inflazione con tassi reali in calo potrebbe sostenere ancora i preziosi.
- Politica monetaria – la scelta della Fed di tagliare a 4,00–4,25% è un segnale di attenzione al ciclo (gestione dei rischi): attenua i paralleli col 2000-01 (dove i tassi salivano) e col 2007-08 (dove il taglio arrivò quando lo shock era già in corso).
- Scorte e fundamentals agricoli – la FAO vede stocks-to-use cerealicolo in aumento e condizioni di offerta “confortevoli”: un cuscinetto contro shock alimentari globali.
In sintesi
Il mosaico dei dati ufficiali suggerisce uno scenario intermedio:
- Commodity cicliche (energia, metalli base) non segnalano surriscaldamento globale stile 2007-08;
- Preziosi esprimono cautela macro/finanziaria coerente con un ciclo in rallentamento e tassi reali attesi in discesa;
- Agrifood rimane gestibile grazie all’offerta, riducendo il rischio di un nuovo impulso inflazionistico dal cibo;
- Macro USA a cavallo del potenziale, con inflazione ~3% e Fed in easing prudente.
In sintesi, i pattern odierni assomigliano più al 2000-01 (pre-rallentamento) che al 2007-08 (pre-shock), ma con due importanti differenze che attenuano il rischio di crisi profonda: (i) mancanza di tensioni sull’energia e (ii) politica monetaria già in fase di allentamento. Restano vulnerabilità (crescita globale fiacca, sensitività finanziaria), ma il set di dati odierno non “prezza” una recessione globale imminente: indica piuttosto un softening del ciclo con rotazione intra-commodity (forza dei preziosi, debolezza dell’energia) coerente con un’economia vicino al potenziale ma in raffreddamento.