USA-EU: lo spettro dei dazi torna a incombere

Cosa succede se domani non si raggiunge l’accordo

ETF 06/08/2025 4FT News
etf-azioni

USA-EU: lo spettro dei dazi torna a incombere

6 agosto 2025 – Redazione Economia

Domani, 7 agosto 2025, è la data limite per evitare l’inasprimento dei dazi tra Stati Uniti e Unione Europea. Dopo mesi di negoziati complessi su acciaio, alluminio, prodotti agricoli e digital tax, Washington e Bruxelles sono ancora lontane da un’intesa definitiva. Se non verrà trovato un accordo, scatterà una nuova ondata di tariffe che potrebbe colpire settori chiave e minacciare la fragile ripresa economica su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Cosa prevedono i dazi?

Senza un’intesa:

  • Gli Stati Uniti reintrodurranno dazi fino al 25% su acciaio e 10% su alluminio europeo.
  • L’UE risponderà con tariffe fino al 20% su motociclette, whisky, denim, prodotti agricoli e cosmetici americani.
  • Potrebbero essere inclusi anche servizi digitali e beni tecnologici, con ripercussioni sul settore ICT.

I settori più colpiti

  1. Industria manifatturiera: Acciaio e alluminio europei vedranno aumentare i costi di esportazione. In Germania, Francia e Italia si teme un effetto domino su automotive e meccanica di precisione.
  2. Agroalimentare: Vino, formaggi e olio d’oliva europei, così come carne e mais americani, rischiano cali nelle esportazioni.
  3. Tech e digitale: L’eventuale ritorsione UE sulla Web Tax potrebbe colpire colossi USA come Google, Meta, Amazon e Apple.
  4. Moda e beni di consumo: I dazi su denim, profumi e cosmetici influenzerebbero i brand europei in forte espansione negli USA.

etf-trading

L’impatto economico atteso

Secondo il Peterson Institute for International Economics, un’escalation potrebbe costare:

  • fino a 0,4% del PIL europeo entro il 2026;
  • circa 0,3% del PIL statunitense, ma con impatto più forte sugli Stati agricoli e industriali;
  • la perdita di oltre 120.000 posti di lavoro in Europa e 80.000 negli USA, tra diretti e indiretti.

Le PMI saranno le più vulnerabili, mentre le grandi multinazionali potrebbero reagire con delocalizzazioni o aumento dei prezzi.

Effetti geopolitici e sul commercio globale

Un fallimento delle trattative rischia di compromettere il già fragile equilibrio geopolitico tra le due potenze occidentali. L’assenza di una visione comune indebolisce le posizioni euro-atlantiche in altri tavoli critici, come le relazioni con la Cina, la tutela del clima e la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale.

Inoltre, un’escalation protezionistica tra USA e UE rilancerebbe il rischio di una nuova guerra commerciale globale, con riflessi negativi sulle catene di approvvigionamento.

Come proteggere il proprio portafoglio: il ruolo degli ETF

In un contesto di incertezza politica e commerciale come quello attuale, molti investitori cercano strumenti agili, diversificati e trasparenti per proteggere il capitale. Gli ETF (Exchange-Traded Funds) rappresentano una soluzione efficace per bilanciare il rischio senza rinunciare a potenziali rendimenti.

  • Diversificazione geografica: Investire in ETF globali o multi-paese può ridurre l’esposizione ai singoli mercati colpiti dai dazi.
  • Settoriale e tematica: ETF focalizzati su settori meno esposti (come healthcare o energie rinnovabili) offrono riparo rispetto a quelli più vulnerabili (es. industriale e agroalimentare).
  • ETF obbligazionari o a bassa volatilità: In periodi turbolenti, questi strumenti aiutano a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.
  • Protezione dal dollaro: ETF hedged contro il rischio cambio permettono agli investitori europei di limitare l’impatto della volatilità del dollaro in caso di reazioni dei mercati valutari.

Gli ETF combinano liquidità, bassi costi e flessibilità, rappresentando una delle scelte più apprezzate per affrontare fasi di instabilità internazionale.

Cosa aspettarsi domani

etf-materie-prime

Se entro domani non verrà siglato un accordo, gli Stati Uniti potrebbero ufficializzare l’entrata in vigore dei dazi già nella notte. L’Europa, dal canto suo, ha già approvato una lista di contromisure pronte ad attivarsi entro 72 ore.

Nonostante tutto, le diplomazie lavorano intensamente. Fonti vicine ai negoziati parlano di "ottimismo cauto", ma le distanze su agricoltura e digitale restano ampie.

In sintesi

L’assenza di un accordo tra USA e UE non è solo una questione di dazi: è un test politico sulla capacità dell’Occidente di parlare con una sola voce in un mondo sempre più multipolare. Se domani dovessero prevalere le divisioni, il conto lo pagheranno imprese e cittadini su entrambe le sponde dell’Atlantico.

“Una frattura tra USA e UE sarebbe una vittoria per i nostri competitor globali”, ha dichiarato questa mattina la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Domani si deciderà molto di più che una questione commerciale. Gli investitori sono avvisati.