Cosa succede se domani non si raggiunge l’accordo
USA-EU: lo spettro dei dazi torna a incombere
6 agosto 2025 – Redazione Economia
Domani, 7 agosto 2025, è la data limite per evitare l’inasprimento dei dazi tra Stati Uniti e Unione Europea. Dopo mesi di negoziati complessi su acciaio, alluminio, prodotti agricoli e digital tax, Washington e Bruxelles sono ancora lontane da un’intesa definitiva. Se non verrà trovato un accordo, scatterà una nuova ondata di tariffe che potrebbe colpire settori chiave e minacciare la fragile ripresa economica su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Cosa prevedono i dazi?
Senza un’intesa:
I settori più colpiti

L’impatto economico atteso
Secondo il Peterson Institute for International Economics, un’escalation potrebbe costare:
Le PMI saranno le più vulnerabili, mentre le grandi multinazionali potrebbero reagire con delocalizzazioni o aumento dei prezzi.
Effetti geopolitici e sul commercio globale
Un fallimento delle trattative rischia di compromettere il già fragile equilibrio geopolitico tra le due potenze occidentali. L’assenza di una visione comune indebolisce le posizioni euro-atlantiche in altri tavoli critici, come le relazioni con la Cina, la tutela del clima e la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale.
Inoltre, un’escalation protezionistica tra USA e UE rilancerebbe il rischio di una nuova guerra commerciale globale, con riflessi negativi sulle catene di approvvigionamento.
Come proteggere il proprio portafoglio: il ruolo degli ETF
In un contesto di incertezza politica e commerciale come quello attuale, molti investitori cercano strumenti agili, diversificati e trasparenti per proteggere il capitale. Gli ETF (Exchange-Traded Funds) rappresentano una soluzione efficace per bilanciare il rischio senza rinunciare a potenziali rendimenti.
Gli ETF combinano liquidità, bassi costi e flessibilità, rappresentando una delle scelte più apprezzate per affrontare fasi di instabilità internazionale.
Cosa aspettarsi domani

Se entro domani non verrà siglato un accordo, gli Stati Uniti potrebbero ufficializzare l’entrata in vigore dei dazi già nella notte. L’Europa, dal canto suo, ha già approvato una lista di contromisure pronte ad attivarsi entro 72 ore.
Nonostante tutto, le diplomazie lavorano intensamente. Fonti vicine ai negoziati parlano di "ottimismo cauto", ma le distanze su agricoltura e digitale restano ampie.
In sintesi
L’assenza di un accordo tra USA e UE non è solo una questione di dazi: è un test politico sulla capacità dell’Occidente di parlare con una sola voce in un mondo sempre più multipolare. Se domani dovessero prevalere le divisioni, il conto lo pagheranno imprese e cittadini su entrambe le sponde dell’Atlantico.
“Una frattura tra USA e UE sarebbe una vittoria per i nostri competitor globali”, ha dichiarato questa mattina la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Domani si deciderà molto di più che una questione commerciale. Gli investitori sono avvisati.