Tagliato i tassi di 25 pb, primo allentamento da dicembre 2024
Fed: cosa ha deciso e perché conta
Tagliato i tassi di 25 pb, primo allentamento da dicembre 2024
La Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 pb portando il federal funds al 4,00-4,25%, primo allentamento da dicembre 2024. Una sola dissidenza (Stephen Miran) ha chiesto -50 pb. Powell ha chiarito che non c’era un ampio sostegno per un taglio più grande e che mosse “extra-large” restano eccezionali e legate a situazioni di marcato disallineamento della politica.
Nella conferenza stampa, Powell ha ribadito il doppio mandato: lavoro in indebolimento (nuove assunzioni sotto il “break-even” per stabilizzare la disoccupazione) ma inflazione ancora da “tenere d’occhio”. Ha anche segnalato che gli scenari inflazionistici più cupi si stanno attenuando e che gli effetti tariffari appaiono sempre più come “un aumento una tantum dei prezzi”.
Cosa trapela dal discorso di Powell sulle prossime mosse
Tre messaggi chiave:
Il nuovo dot plot: cosa dice davvero

Il SEP di settembre mette nero su bianco la traiettoria “di riferimento”:
Lettura operativa: la mediana non è una promessa, ma—insieme al linguaggio di Powell—ancora ancora il profilo dei tagli su un percorso moderato nel 2025, con ulteriori riduzioni graduali nel 2026-2027.
Reazione dei mercati
E la BCE?

La BCE la settimana scorsa ha lasciato i tassi invariati (deposit facility al 2,0%), descrivendo l’economia dell’area euro come “in una buona posizione” e abbassando le proiezioni d’inflazione a medio termine. Il mercato ha ridotto le scommesse su ulteriori tagli nel 2026 (probabilità appena sotto il 50%). In sintesi: Francoforte in pausa, Washington in taglio graduale.
Implicazioni strategiche per investitori e imprese
Tassi/Obbligazionario. Con il SEP a 3,6% per fine 2025 e un Powell attendista, la duration può beneficiare di un percorso di tagli ordinato, ma i rimbalzi dei rendimenti restano plausibili a ogni dato inflazionistico “caldo” o sorpresa sul lavoro. Curve steepening graduale resta lo scenario base.
Valute. Il dollaro tiene finché la BCE resta in stand-by e la Fed non segnala accelerazioni del ciclo di tagli. Cross come EUR/USD rimangono sensibili a divergenze di crescita e guidance.
Azioni. Il messaggio “tagli sì, ma con prudenza” sostiene i multipli senza alimentare euforia su liquidità illimitata; leadership ancora a favore dei settori sensibili ai tassi ma con selettività (tech quality, housing-linked, utilities regolamentate), mentre i finanziari restano un trade da gestione attiva per la pressione sul NIM contro minori rischi di credito.
Credito. Spread compressi finché lo scenario “softening ma non hard landing” regge; attenzione però al messaggio di Powell sul rischio occupazione: un indebolimento più rapido del lavoro allargherebbe gli spread prima che la Fed possa “correre”.
Cosa guardare adesso
In breve: la Fed ha iniziato un ciclo di allentamento graduale; il dot plot (mediana 3,6% a fine 2025) e il tono di Powell indicano altri due tagli da 25 pb come scenario di base, salvo sorprese sui dati. I mercati hanno reagito in modo costruttivo ma non euforico. La BCE, per ora, resta in pausa: divergenza moderata che sostiene il dollaro e mantiene ancorate le aspettative su un 2025-2026 di normalizzazione lenta.
Se vuoi, posso aggiungere un box grafico con: (i) mediana del dot plot attuale vs giugno, (ii) traiettoria implicita OIS, e (iii) confronto col tasso di deposito BCE.