Nasdaq, il rally che torna a correre

AI, trimestrali e geopolitica spingono Wall Street sui massimi

Indici 07/05/2026 4FT News
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Nasdaq, il rally che torna a correre

AI, trimestrali e geopolitica spingono Wall Street sui massimi

La settimana del Nasdaq si è aperta con una falsa partenza e si è trasformata rapidamente in una nuova accelerazione rialzista. Dopo il lieve arretramento di lunedì, il mercato tecnologico statunitense ha ritrovato momentum grazie a tre fattori convergenti: risultati societari solidi, rinnovato entusiasmo sull’intelligenza artificiale e attenuazione del premio al rischio geopolitico legato al Medio Oriente.

Il Nasdaq Composite ha chiuso il 6 maggio a 25.838,94 punti, in rialzo del 2,0% nella seduta e del 2,9% nella settimana, mentre da inizio anno il progresso risulta pari all’11,2%. Anche il Nasdaq 100 ha segnato un nuovo massimo, chiudendo a 28.599,17 punti: rispetto ai 27.710,36 punti del 1° maggio, il guadagno settimanale è di circa +3,2%

Il motore del rally: semiconduttori, AI e utili sopra le attese

Il cuore del movimento resta l’AI trade. La seduta del 6 maggio è stata dominata da AMD, salita del 18,6% a 421,39 dollari, dopo risultati trimestrali superiori alle attese e una guidance sostenuta dalla domanda di chip per data center. La società ha riportato nel primo trimestre 2026 ricavi per 10,3 miliardi di dollari, margine lordo GAAP al 53%, utile netto di 1,4 miliardi e EPS diluito di 0,84 dollari; su base non-GAAP, l’EPS è stato pari a 1,37 dollari

La reazione è stata ampia su tutto il comparto. Nvidia ha chiuso a 207,83 dollari, +5,7% nella seduta; Intel a 113,01 dollari, +4,5%; Super Micro Computer a 34,66 dollari, +24,7%. Il Philadelphia Semiconductor Index ha guadagnato il 4,5%, confermando che il mercato continua a prezzare una domanda strutturale per infrastrutture AI, server e data center. 

Tra le mega-cap, la leadership resta diffusa: Apple ha chiuso a 287,51 dollari, +1,15%; Microsoft a 413,96 dollari, +0,62%; Alphabet a 398,04 dollari, +2,43%; Meta a 612,88 dollari, +1,26%; Amazon a 274,99 dollari, +0,52%; Tesla a 398,73 dollari, +2,39%. Il dato rilevante non è solo il rialzo giornaliero, ma la qualità del movimento: il mercato sta premiando crescita degli utili, visibilità sulla domanda AI e capacità di sostenere margini elevati nonostante costi energetici e supply chain più complessi.

Trimestrali: il mercato compra crescita, margini e visibilità

La stagione degli utili ha fornito carburante al rally. Secondo Reuters, oltre l’80% delle società dell’S&P 500 che avevano riportato i conti entro il 1° maggio ha battuto le stime sugli utili, con il mercato avviato verso la crescita dei profitti più forte da oltre quattro anni. 

Nel perimetro Big Tech, Apple ha riportato ricavi trimestrali per 111,2 miliardi di dollari, +17% anno su anno, ed EPS diluito di 2,01 dollari, +22%. Il gruppo ha beneficiato di ricavi record nel trimestre di marzo e di un nuovo massimo storico nei servizi. 

Microsoft ha chiuso il terzo trimestre fiscale 2026 con ricavi per 82,9 miliardi di dollari, +18%, utile operativo di 38,4 miliardi, +20%, utile netto di 31,8 miliardi, +23%, ed EPS diluito di 4,27 dollari. Il driver resta la combinazione cloud + AI. 

Alphabet ha registrato ricavi consolidati per 109,9 miliardi di dollari, +22%, con Google Cloud in crescita del 63% e backlog quasi raddoppiato oltre i 460 miliardi di dollari. È un segnale importante: il mercato sta attribuendo valore non solo alla pubblicità digitale, ma anche alla monetizzazione infrastrutturale dell’AI. 

Meta ha riportato nel primo trimestre 2026 un utile netto di 26,8 miliardi di dollari, +61%, ed EPS diluito di 10,44 dollari, +62%. Il dato, pur influenzato da componenti fiscali, conferma la forte capacità di generazione di cassa del gruppo. 

Geopolitica: il sollievo arriva dal petrolio

Il secondo grande catalizzatore è stato geopolitico. Le speranze di una possibile de-escalation tra Stati Uniti e Iran hanno ridotto il premio al rischio sull’energia, con il Brent sceso bruscamente sotto area 102 dollari al barile in alcune fasi di mercato. La prospettiva di una riapertura o normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz ha sostenuto azioni, bond e settori sensibili ai costi energetici.

La lettura del mercato è semplice: meno rischio energia significa minore pressione su inflazione, margini industriali e aspettative sui tassi. Tuttavia, il quadro resta fragile. La Federal Reserve di New York ha segnalato che l’indice delle pressioni sulle supply chain globali è salito in aprile a 1,82 da 0,68 di marzo, il livello più alto da luglio 2022, proprio a causa delle tensioni in Medio Oriente. 

Macroeconomia: crescita resiliente, inflazione ancora scomoda

Sul fronte macro, il quadro è misto ma ancora compatibile con il risk-on. Il PIL reale USA è cresciuto nel primo trimestre 2026 a un tasso annualizzato del 2,0%, sostenuto da investimenti, export, consumi e spesa pubblica. Il dato non segnala boom, ma conferma resilienza. 

Il mercato del lavoro ha fornito un altro elemento di supporto: secondo ADP, il settore privato statunitense ha creato 109.000 posti di lavoro in aprile, il maggior aumento in 15 mesi, sopra le attese di consenso. È un dato che rafforza la narrativa di un’economia capace di reggere tassi ancora relativamente elevati. 

Il problema resta l’inflazione. Il CPI USA di marzo è salito del 3,3% anno su anno, dal 2,4% di febbraio; il core CPI è al 2,6%, mentre l’energia ha segnato +12,5% annuo. Il PCE price index, misura molto seguita dalla Fed, è salito del 3,5% anno su anno a marzo. 

La Federal Reserve, infatti, ha mantenuto il target dei Fed Funds al 3,50%-3,75% nella riunione del 29 aprile, ribadendo attenzione ai dati in arrivo, all’evoluzione dello scenario e al bilanciamento dei rischi. Il messaggio per il Nasdaq è chiaro: gli utili stanno vincendo sulla paura dei tassi, ma la sostenibilità del rally dipenderà dalla capacità dell’inflazione di non riaccelerare. 

Lettura tecnica: momentum forte, ma selettività necessaria

Dal punto di vista tecnico, il Nasdaq 100 ha recuperato e superato i massimi, con una struttura di breve periodo guidata da breakout, rotazione sui semiconduttori e compressione della volatilità. Il passaggio da 27.651,82 punti del 4 maggio a 28.599,17 del 6 maggio evidenzia un’accelerazione verticale in sole due sedute. 

In un contesto simile, il rischio non è necessariamente l’inversione immediata, ma l’eccesso di euforia. Quando il mercato sale su utili forti e geopolitica in miglioramento, i pullback possono essere rapidi ma tecnicamente interessanti. Al contrario, una nuova fiammata su petrolio, rendimenti o inflazione potrebbe trasformare i massimi in aree di presa di profitto.

Focus operativo: Nasdaq, tecnologia e modelli algoritmici

Le due operazioni rappresentate nei grafici su NAS100 in ambiente MT4, eseguite tramite gli algoritmi di 4FT Invest, offrono una lettura concreta di due approcci differenti allo stesso mercato.

La prima è una long contrarian su pullback: il prezzo rientra dopo una fase di forza, testa un’area tecnica di equilibrio e genera una possibile occasione di riassorbimento. In questa logica, l’obiettivo non è anticipare il mercato in modo discrezionale, ma identificare condizioni in cui estensione, correzione e reazione del prezzo migliorano il rapporto rischio/rendimento.

La seconda è una long follower in trend: il sistema non cerca il minimo del pullback, ma prova ad accompagnare una struttura già direzionale, entrando sulla prosecuzione del movimento quando il contesto resta coerente con il trend principale.

Il punto centrale è tecnologico: modelli operativi codificati, regole di ingresso, gestione della posizione e controllo del rischio. La tecnologia non elimina l’incertezza dei mercati, ma può aiutare a ridurre improvvisazione, emotività e discrezionalità non misurabile.

Per approfondire l’approccio algoritmico e valutare l’accesso alla piattaforma: 4ftinvest.com

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