Nasdaq e oro: analisi e previsioni settimanali

Treasury decennale al 5,27%, petrolio e tensioni Iran-Hormuz guidano lo scenario verso i dati Usa su inflazione e lavoro.

Indici 29/09/2026 4FT News
Nasdaq e oro: analisi e previsioni settimanali

Aggiornamento: 29 settembre 2026

Nasdaq e oro aprono la settimana in calo

Lunedì il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,92%, chiudendo a 26.820,38 punti. L’oro spot ha perso il 3,61% a 4.131,53 dollari l’oncia, dopo aver toccato 4.110,55 dollari, minimo dal 5 agosto. Questa mattina il metallo è in lieve recupero oltre 4.130 dollari.

La pressione arriva dal mercato obbligazionario: nelle prime ore europee il Treasury decennale rendeva il 5,254%, vicino al picco del 5,274% toccato lunedì, mentre il Brent superava i 107 dollari al barile. Rendimenti più elevati riducono l’attrattiva relativa delle azioni e aumentano il tasso con cui vengono scontati gli utili futuri: un freno particolare per i titoli tecnologici, valutati anche sulle prospettive di crescita. Il rialzo dell’1,7% di Nvidia, sostenuto dall’ampliamento di 150 miliardi di dollari del piano di riacquisto di azioni, ha fornito un contrappeso, senza impedire la flessione dell’indice.

Perché l’oro fatica nonostante il rischio geopolitico

Il metallo non paga interessi: quando salgono i rendimenti obbligazionari e il dollaro si rafforza, detenerlo diventa meno conveniente. In questa fase, inoltre, le tensioni sul petrolio alimentano timori d’inflazione e rafforzano le attese di una Fed restrittiva. Secondo le ultime rilevazioni i mercati attribuiscono una probabilità del 72,5% a un nuovo rialzo dei tassi a ottobre, dal 57,6% di una settimana prima. La domanda di bene rifugio può attenuare le vendite, ma per ora il costo-opportunità e il dollaro prevalgono.

La tensione geopolitica resta un rischio centrale per entrambi gli asset. Trump ha respinto la proposta iraniana che includeva la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma funzionari statunitensi e iraniani hanno avviato colloqui separati con i mediatori. In assenza di progressi concreti, l’incertezza sulle forniture continua a sostenere il petrolio e a complicare il quadro dell’inflazione.

I dati Usa da seguire fino a venerdì

Oggi sono attesi l’indice S&P Cotality Case-Shiller sui prezzi delle case di luglio alle 15:00 CEST e, alle 16:00, il rapporto JOLTS sulle offerte di lavoro di agosto e la fiducia dei consumatori del Conference Board. Per i posti vacanti il sondaggio della Federal Home Loan Bank of New York indica circa 7,23 milioni, contro 7,27 milioni in precedenza; per la fiducia le stime si collocano intorno a 90-91 punti, dopo gli 89,4 di agosto.

Mercoledì il dato PCE di agosto, seguito dalla Fed, potrebbe segnalare un’accelerazione mensile: le attese raccolte da Bloomberg sono +0,5% per l’indice complessivo e +0,3% per quello core. Venerdì uscirà il rapporto sull’occupazione di settembre: i sondaggi disponibili indicano circa 84.000-98.000 nuovi posti di lavoro e un tasso di disoccupazione fermo al 4,1%.

Previsioni per Nasdaq e oro fino a venerdì

Per il Nasdaq prevale un’impostazione volatile con un moderato bias ribassista: rendimenti vicini ai massimi e petrolio caro possono continuare a pesare sulle valutazioni tecnologiche. Un PCE o un rapporto sul lavoro più forti delle attese rafforzerebbero questa pressione; dati più deboli, invece, potrebbero ridurre le attese sui tassi e innescare un rimbalzo, soprattutto se i colloqui sul Medio Oriente dessero segnali di distensione.

Per l’oro lo scenario di breve resta fragile, con la possibilità di un nuovo test dei minimi di lunedì, in area 4.110 dollari, se i rendimenti e il dollaro resteranno sostenuti. Un raffreddamento dell’inflazione o del mercato del lavoro, oppure progressi diplomatici capaci di far scendere il petrolio, potrebbe favorire una ripresa. Sono scenari condizionati: il PCE e i payroll di venerdì possono modificarli rapidamente.

Disclaimer — Analisi informativa, non consulenza finanziaria. Le previsioni sono condizionate ai dati e alle notizie disponibili al 29 settembre 2026.