AI, mercati e valutazioni: il monito di Dalio

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sostiene le Borse, ma crescono i rischi di euforia e concentrazione

Indici 6/5/2026 4FT News
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AI, mercati e valutazioni: il monito di Dalio

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sostiene le Borse, ma crescono i rischi di euforia e concentrazione

L'intelligenza artificiale potrebbe rappresentare il più grande salto tecnologico degli ultimi decenni. Ma potrebbe anche essere il terreno sul quale si sta formando una nuova bolla finanziaria. È questa, in sintesi, la riflessione avanzata recentemente da Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, secondo il quale il mercato dell'AI mostra alcuni dei segnali tipici delle fasi iniziali di una bolla speculativa, pur senza aver raggiunto gli eccessi osservati in altri episodi storici. 

La posizione di Dalio è più sfumata rispetto a quanto possa apparire. Il finanziere americano non mette in dubbio il potenziale trasformativo dell'intelligenza artificiale; al contrario, ritiene che essa cambierà profondamente il sistema economico globale. Il punto centrale è un altro: una grande innovazione non garantisce automaticamente che le società quotate oggi leader del settore saranno anche i maggiori vincitori per gli investitori.

La storia dei mercati offre numerosi esempi. Le ferrovie nel XIX secolo, l'automobile nel Novecento e Internet negli anni Novanta hanno rivoluzionato l'economia, ma molte delle aziende che avevano attirato enormi capitali nelle fasi iniziali non sono sopravvissute oppure non hanno prodotto i rendimenti attesi.

Il precedente delle dot-com

Il confronto più immediato è con la bolla Internet del 1998-2000. All'epoca gli investitori avevano individuato correttamente una tecnologia destinata a cambiare il mondo, ma sbagliarono spesso la valutazione delle società che avrebbero beneficiato di tale rivoluzione.

Tra il 1995 e il marzo 2000 il Nasdaq registrò una crescita straordinaria, sostenuta da aspettative sempre più aggressive sui profitti futuri. Quando il mercato comprese che molte aziende non sarebbero riuscite a trasformare le promesse in utili concreti, l'indice perse quasi l'80% del proprio valore nei due anni successivi.

L'attuale corsa all'intelligenza artificiale presenta alcune analogie: forte concentrazione degli acquisti su pochi titoli, valutazioni elevate, massicci investimenti infrastrutturali e aspettative di crescita molto ambiziose.

Esistono però differenze sostanziali. Le principali società protagoniste della corsa all'AI generano oggi miliardi di dollari di ricavi e utili, dispongono di bilanci solidi e di significative capacità di autofinanziamento. Non si tratta quindi di startup prive di modello di business, come avveniva in molti casi durante la stagione dot-com.

Per questo motivo diversi strategist ritengono che il fenomeno attuale sia meglio definito come una fase di forte espansione sostenuta da fondamentali reali, ma accompagnata da segmenti di mercato caratterizzati da valutazioni particolarmente elevate.

Borse globali ancora sostenute dall’AI

L'ottimismo legato all'intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei principali motori dei mercati azionari internazionali.

Alla chiusura di maggio 2026 il MSCI World mostrava una performance da inizio anno del 10,7%, mentre il MSCI Emerging Markets segnava un eccezionale +25,7%.

Tra i principali indici mondiali, le performance YTD risultano approssimativamente le seguenti:

Indice Performance YTD 2026
MSCI Emerging Markets +25,7%
Nasdaq Composite +11,2%
MSCI World +10,7%
S&P 500 +7,6%
Nikkei 225 +6% circa
STOXX Europe 600 +4% circa

I mercati statunitensi continuano a beneficiare del contributo delle grandi società tecnologiche, mentre in Europa il sostegno arriva anche dal comparto energetico e finanziario. Goldman Sachs ha recentemente rivisto al rialzo le proprie stime sullo STOXX Europe 600, citando la resilienza degli utili aziendali e il contributo del tema AI alla crescita delle valutazioni. 

La leadership del mercato rimane tuttavia molto concentrata. Una quota significativa della performance degli indici globali continua infatti a dipendere da un numero ristretto di società a grande capitalizzazione, elemento che aumenta la vulnerabilità in caso di revisioni delle aspettative sugli utili futuri.

Debito sovrano e tensioni geopolitiche: i rischi da non sottovalutare

Accanto al tema AI emergono due fattori di rischio strettamente collegati: la sostenibilità del debito pubblico e l'instabilità geopolitica.

Negli Stati Uniti il rapporto debito/PIL resta vicino ai massimi storici del dopoguerra, mentre numerose economie avanzate continuano a finanziare deficit significativi. Dopo anni di tassi prossimi allo zero, il costo del servizio del debito è aumentato sensibilmente, rendendo governi e mercati più esposti a eventuali tensioni sul mercato obbligazionario.

Parallelamente, il quadro geopolitico rimane fragile. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina si concentrano sempre più sul controllo delle tecnologie strategiche, in particolare semiconduttori e intelligenza artificiale. A ciò si aggiungono i conflitti in Medio Oriente e le persistenti aree di instabilità che possono influenzare prezzi energetici, catene di approvvigionamento e fiducia degli investitori. 

La combinazione tra valutazioni elevate, elevato indebitamento pubblico e crescente frammentazione geopolitica rappresenta probabilmente il principale rischio macrofinanziario per la seconda parte del 2026.

La vera sfida per gli investitori

L'avvertimento di Dalio non è una previsione di crollo imminente, bensì un richiamo alla disciplina valutativa. La storia dimostra che le rivoluzioni tecnologiche creano enormi opportunità economiche, ma spesso anche aspettative eccessive.

L'intelligenza artificiale ha tutte le caratteristiche per diventare una tecnologia trasformativa come Internet. La domanda cruciale per gli investitori non è se l'AI cambierà il mondo, ma quali aziende riusciranno a trasformare tale rivoluzione in utili sostenibili e, soprattutto, se i prezzi attuali riflettano già una parte troppo ampia di quel futuro.