PMI in rialzo UE, Giappone in rallentamento
Euro sostenuto dai dati PMI; USD e JPY in bilico dopo l’inflazione USA
Forex
24/10/2025
4FT News
PMI in rialzo UE, Giappone in rallentamento
Euro sostenuto dai dati PMI; USD e JPY in bilico dopo l’inflazione USA
Punti chiave (dati ufficiali aggiornati)
- Giappone: inflazione annua 2,9% (settembre), in accelerazione da 2,7%. Flash PMI: manifatturiero 48,3; servizi 52,4; composito 50,9. Coincident index 112,8 (in calo); Leading index 107,0 (sotto attese).
- Area euro: composito 52,2, espansione moderata; Germania traina, Francia resta in zona di contrazione relativa nei manufatti.
- Regno Unito: composito 51,1; manifatturiero 49,6; servizi 51,1 — accenni di stabilizzazione.
- USA: inflazione annua (CPI) a 3,0% nel mese di settembre, leggermente sopra le attese di 2,9%. I dati PMI sono meno recenti o parziali e non consentono una lettura completa aggiornata.

Lettura macro globale
- Giappone: il mix è di inflazione più alta ma attività economica debole. Il marcato calo della PMI manifatturiera e l’indicatore coincidente in flessione indicano che la crescita resta fragile nonostante l’inflazione al 2,9%. Questo mantiene lo yen sotto pressione, in attesa di segnali più chiari dalla Bank of Japan (BoJ).
- Eurozona: i PMI indicano che l’economia continua a espandersi, soprattutto grazie ai servizi, e che i rischi recessivi paiono attenuati. Ciò rafforza l’ipotesi che l’euro possa beneficiare di un contesto di crescita relativamente migliore.
- Regno Unito: anche qui il quadro è moderatamente positivo: la stabilizzazione dell’attività evita scenari troppo negativi, ma la manifattura sotto 50 resta un freno.
- USA: l’inflazione al 3,0% (ben al di sopra del target della Fed) segnala che la pressione sui prezzi non è ancora risolta, il che può complicare la traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve. Un’inflazione più elevata potrebbe indurre la Fed a essere più cauta nel tagliare tassi, o addirittura a ipotizzare un inasprimento — con ripercussioni sul dollaro e sui rendimenti obbligazionari.
Implicazioni FX (oggi e prossime sedute)

EUR/USD
- Driver: euro sostenuto dai dati europei + dollaro sensibile all’inflazione USA.
- Bias tattico: moderatamente rialzista per l’euro finché l’Europa continua a sorprendere positivamente e il dollaro non riceve impulsi forti da nuovi dati USA. Se tuttavia emergessero dati USA ancora più forti (o mercato prezzasse una Fed più restrittiva), il dollaro potrebbe rafforzarsi invertendo il trend.
USD/JPY
- Driver: yen debole per crescita giapponese debole + dollaro potenziale beneficiario da inflazione USA alta.
- Bias tattico: propenso al rialzo del cross (ossia JPY indebolito) finché mancano segnali di intervento della BoJ o miglioramento marcato della crescita giapponese.
EUR/JPY
- Driver: combinazione di euro sostenuto e yen debole.
- Bias tattico: favorevole all’euro rispetto allo yen, in quanto lo spread di crescita/ciclico tra area euro e Giappone appare favorevole all’euro.
GBP/JPY
- Driver: la stabilizzazione UK + yen debole.
- Bias tattico: potenziale rialzo del cross finché il quadro UK resta stabile e non emergono timori politici o monetari.
EUR/GBP
- Driver: euro con momentum relativamente migliore, UK stabile ma non in forte accelerazione.
- Bias tattico: leggermente pro-euro finché non cambia il sentiment verso la politica monetaria della Bank of England (BoE).
Impatto sui mercati
- Un’inflazione USA maggiore del previsto rafforza il dollaro, aumenta i rendimenti USA e può frenare gli asset rischiosi globali.
- Lo yen rimane vulnerabile finché il Giappone mostra debolezza nell’attività economica; questo favorisce strumenti e cross legati al JPY.
- L’euro beneficia finché l’area euro mostra resilienza, ma resta vulnerabile a shock esterni o a una Fed più aggressiva.
- I mercati azionari europei possono ottenere supporto dal miglioramento del PMI, ma rimangono esposti al sentiment globale e alle mosse della Fed.
Livelli e segnali da monitorare
- EUR/USD: attenzione a reazione sopra circa 1,1580-1,1620 in caso di debolezza del USD; una rottura decisa sopra potrebbe portare verso 1,1680-1,1720. Trend contrario se il dollaro si indebolisce.
- USD/JPY: monitorare area attorno a 153 JPY per USD come livello chiave; superamento potrebbe innescare accelerazione alla debolezza dello yen.
- EUR/GBP: tenuta circa 0,84-0,85; breakout sostenuto al rialzo se l’euro mantiene momentum e la BoE resta cauta.
Nota finale: l’inflazione USA al 3,0% rafforza l’ipotesi che la Fed non taglierà i tassi presto, forse li terrà fermi più a lungo o adotterà un atteggiamento più restrittivo. Questo è un elemento critico per i cambi globali, in particolare per USD, EUR e JPY.
Naturalmente, è importante ricordare che tutti i trading comportano rischi, e le performance passate non garantiscono risultati futuri. Prima di sottoscrivere qualsiasi servizio è bene valutare condizioni, costi, regolamentazione del broker partner (ad esempio il broker associato) e anche sperimentare inizialmente con capitale limitato.