Stablecoin sotto osservazione: l’allarme della BCE

La BCE avverte sui rischi delle stablecoin e invita a non considerarle un’alternativa davvero sicura alla moneta tradizionale

Bitcoin 25/11/2025 4FT News
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Stablecoin sotto osservazione: l’allarme della BCE

La Banca Centrale Europea avverte sui rischi delle stablecoin e invita a non considerarle alternative sicure alla moneta tradizionale.

Le criptovalute hanno rivoluzionato il panorama finanziario, introducendo nuovi strumenti digitali capaci di circolare senza banche, confini o intermediari. Tra queste, le stablecoin si sono imposte come un tentativo di unire due mondi: la libertà delle criptovalute e la stabilità delle valute tradizionali.
Tuttavia, proprio su questo punto la Banca Centrale Europea (BCE) ha recentemente lanciato un monito: le stablecoin non sono così “stabili” come appaiono.

Cosa sono le stablecoin e perché attirano gli utenti

Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è ancorato a un asset considerato stabile, come il dollaro USA, l’euro o una riserva di titoli di Stato.
L’obiettivo è ridurre la volatilità tipica delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, rendendole più adatte ai pagamenti e alle transazioni quotidiane.

Molti utenti le utilizzano come alternativa ai conti bancari, come mezzo di pagamento nei mercati digitali o come rifugio nei momenti di forte volatilità del mercato crypto.

Le preoccupazioni della BCE

La BCE mette però in guardia su diversi aspetti critici:

1. Qualità e trasparenza delle riserve

Il valore di una stablecoin dipende dalla solidità delle riserve che dovrebbero garantirla.
La BCE evidenzia che non sempre queste riserve sono trasparenti, liquide o realmente sufficienti.
In caso di corsa ai prelievi, alcune stablecoin potrebbero non riuscire a rimborsare tutti gli utenti.

2. Rischio di disallineamento dal valore reale

In teoria una stablecoin ancorata all’euro dovrebbe valere sempre esattamente un euro.
Nella pratica, può scostarsi dal suo valore di riferimento, specialmente in situazioni di stress sui mercati o di sfiducia verso l’emittente.

3. Fragilità dei modelli “algoritmici”

Le stablecoin algoritmiche, non garantite da riserve reali ma regolate da formule automatiche, sono considerate particolarmente rischiose.
Il crollo di TerraUSD nel 2022 è per la BCE la prova di quanto vulnerabile possa essere questo tipo di sistema.

4. Mancanza di supervisione adeguata

Molte stablecoin operano al di fuori dei circuiti regolamentati.
Per la BCE, senza un quadro normativo chiaro non è possibile assicurare la tutela dei consumatori, la prevenzione dei rischi sistemici e la trasparenza degli operatori.

Perché la BCE insiste proprio ora

L’interesse della BCE si inserisce nel più ampio processo di regolamentazione delle cripto-attività in Europa, con l’arrivo del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets).
Secondo la Banca Centrale, la crescente diffusione delle stablecoin potrebbe avere implicazioni per la stabilità finanziaria, i pagamenti e la politica monetaria dell’Eurozona.

Stablecoin: una tecnologia promettente, ma da trattare con cautela

La BCE non nega che le stablecoin possano portare innovazione nel mondo dei pagamenti, ma invita cittadini e operatori a non considerarle equivalenti alla moneta tradizionale.
La loro sicurezza dipende dalla solidità degli emittenti, dalla qualità delle riserve e dalla presenza di regole chiare.

In un settore in rapida evoluzione come quello delle criptovalute, l’invito della BCE è semplice: informarsi, valutare i rischi e non dare per scontata la “stabilità” promessa.