Piazza Affari guida i rialzi in attesa dei dati macro

Eurozona: mercati in rialzo alla vigilia dei nuovi dati macro. Piazza Affari ancora protagonista

Azioni 12/11/2025 4FT News
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Piazza Affari guida i rialzi in attesa dei dati macro

Eurozona: mercati in rialzo alla vigilia dei nuovi dati macro. Piazza Affari ancora protagonista

Alla vigilia della pubblicazione dei nuovi numeri su inflazione tedesca e produzione industriale italiana, la seduta di ieri (11 novembre) si è chiusa con un nuovo segnale di fiducia sui mercati europei, sospinti sia dall’attenuarsi dei timori sullo shutdown USA sia dalle aspettative di un ciclo di tagli dei tassi sempre più vicino.

L’Italia è tornata tra i mercati trainanti, con Piazza Affari che mette a segno un altro massimo di periodo e consolida la sovraperformance da inizio anno.

Come si sono mossi ieri i principali listini dell’eurozona

Seduta decisamente “risk-on” per l’azionario europeo, con rialzi diffusi e volumi ancora sostenuti dopo il forte strappo del giorno precedente.

Performance di chiusura dell’11 novembre 2025

  • FTSE MIB (Italia): +1,06% a circa 44.362 punti, nuovo massimo dal 2007 e in estensione rispetto al rally del +2,3% di lunedì.
  • Euro Stoxx 50 (indice blue chip dell’eurozona): +1,0%.
  • DAX (Germania): +0,46% a 24.070,89 punti.
  • CAC 40 (Francia): +1,36% a 8.165,17 punti.
  • IBEX 35 (Spagna): circa +0,35% a 16.239 punti.

Nel complesso, l’indice Eurozona (EU50) ha guadagnato circa 0,6%, proseguendo una fase di recupero che dura ormai da diverse sedute.

Chi ha trainato:

  • Finanziari e banche ancora forti (soprattutto in Italia e Spagna), sulla scia del restringimento degli spread e delle aspettative di margini ancora solidi.
  • Ciclici e auto in ripresa (DAX e CAC ben impostati), favoriti dal sentiment più costruttivo sulla crescita globale.
  • Energia e oil services (come Saipem a Milano) beneficiano di un petrolio stabile e di prese di posizione tattiche sul comparto.

Il quadro macro: inflazione tedesca e produzione industriale italiana

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Germania: inflazione in rallentamento, ma ancora sopra il target

I dati più recenti mostrano un’inflazione tedesca che, dopo aver toccato il 2,4% a/a a settembre, è scesa al 2,3% in ottobre.

  • Il rallentamento è guidato dall’energia e da una normalizzazione dei prezzi dei beni industriali.
  • I servizi restano la componente più “appiccicosa”, con dinamiche salariali ancora robuste.

Nel complesso, la Germania presenta:

  • Inflazione leggermente sopra la media dell’eurozona (flash di ottobre: 2,1%).
  • Crescita debole, con la produzione industriale dell’eurozona che in agosto ha segnato -1,2% m/m ma ancora +1,1% a/a, e la Germania tra i Paesi con i cali più marcati su base mensile.

Italia: produzione industriale in frenata, crescita in stallo

Sul fronte italiano, gli ultimi dati “hard” non sono confortanti:

  • Produzione industriale agosto 2025:
    • -2,4% m/m (dato destagionalizzato)
    • -2,7% a/a (dato corretto per i giorni lavorativi)
  • Si tratta della flessione più forte da mesi, nettamente peggiore delle attese di mercato.
  • Sul PIL, il 2° trimestre ha visto un -0,1% t/t, interrompendo una sequenza di sette trimestri consecutivi di crescita.

Questo pone l’Italia in una posizione peculiare:

  • Crescita reale fragile, trainata più da servizi e investimenti selettivi che dall’industria.
  • Inflazione moderata (in linea con la media dell’area euro), ma con un rischio di stagnazione che rimane non trascurabile.

Confronto di stabilità economica

  • Germania:
    • Inflazione un po’ più alta ma in calo.
    • Settore industriale ciclicamente debole, ma struttura produttiva solida, avanzo commerciale e finanze pubbliche relativamente robuste.
  • Italia:
    • Inflazione sotto controllo, ma industria in contrazione e PIL in sostanziale stagnazione.
    • Debito pubblico elevato, ma spread BTP-Bund in discesa (attorno agli 80–85 bps con rendimento decennale vicino al 3,4% nelle ultime sedute), segno di una percezione di rischio più gestibile.
  • Francia e Spagna: situazione intermedia, con crescita leggermente migliore e meno volatilità industriale, ma deficit pubblici più ampi.

In sintesi, l’eurozona entra nel giorno dei nuovi dati con inflazione in graduale rientro e crescita molto disomogenea, con l’Italia che resta l’anello debole dal lato industriale ma non dal lato dei mercati finanziari.

Focus su Piazza Affari: i titoli che sovraperformano e quelli che arrancano

Con il FTSE MIB sopra quota 44.000 punti, il mercato italiano continua a beneficiare del rally bancario e del recupero di alcuni nomi della manifattura e del lusso.

I migliori titoli di ieri sul FTSE MIB

Secondo i dati di Borsa Italiana sui rialzi e ribassi giornalieri, i best performer dell’11 novembre sono stati:

  • Brunello Cucinelli: +4,88%
  • Stellantis: +3,97%
  • Saipem: +3,85%
  • Recordati: +3,77%
  • Amplifon: +2,84%
  • Campari: +2,79%
  • Nexi: +2,78%
  • Banca Monte dei Paschi di Siena: +2,66%
  • Diasorin: +2,31%
  • Moncler: +2,27%

È un mix molto interessante:

  • Lusso & lifestyle (Brunello Cucinelli, Moncler, Campari): beneficiano della combinazione tra domanda globale resiliente e ricerca di marchi con pricing power.
  • Energia & oil services (Saipem): movimento tattico in un contesto di petrolio resiliente.
  • Healthcare & biotech (Recordati, Diasorin) e medical devices (Amplifon): settori considerati difensivi ma con crescita strutturale.
  • Pagamenti digitali (Nexi) e banche (MPS): favoriti da un contesto di tassi ancora elevati ma con meno paura su credito e spread.

Guardando la performance da inizio anno, spiccano soprattutto le banche domestiche:

  • Banca Popolare di Sondrio: circa +89% YTD
  • BPER Banca: circa +77% YTD
  • Banco BPM: circa +70% YTD
  • Banca Mediolanum: oltre +66% YTD
  • Azimut: oltre +50% YTD

Il rally dei finanziari è stato il vero motore della sovraperformance italiana nel 2025.

I titoli in difficoltà

Sul fronte opposto, i worst performer di ieri sul FTSE MIB sono stati:

  • Inwit: -11,81%
  • Leonardo: -2,07%
  • Lottomatica: -0,78%
  • Unipol: -0,37%
  • Buzzi: -0,30%
  • Hera: -0,25%
  • Iveco Group: -0,11%

Inwit ha guidato i ribassi con una correzione molto marcata, probabilmente legata a fattori specifici (notizie societarie, guidance o regolamentazione sulle torri) più che al quadro macro generale. Leonardo resta volatile per l’esposizione alla difesa e per le incertezze legate alle operazioni straordinarie nel settore industriale italiano.

Asset rifugio e strumenti obbligazionari: come si stanno muovendo

Mentre l’azionario corre, gli investitori non abbandonano del tutto la prudenza.

Oro, argento e franco svizzero

  • Oro: è salito intorno ai 4.135 USD/oz, circa +0,5% rispetto alla seduta precedente, su aspettative crescenti di taglio dei tassi Fed e sulle incertezze legate allo shutdown USA.
  • Argento: intorno ai 50,6 USD/oz, +0,3% su base giornaliera, dopo un mese volatile ma con performance ancora molto forte su orizzonti più lunghi.
  • Franco svizzero: ha continuato a rafforzarsi, con il USD/CHF in calo e un CHF in lieve apprezzamento anche verso l’euro.

Gli asset rifugio restano dunque ben comprati, a conferma che la propensione al rischio sugli equity coesiste con una domanda di copertura contro scenari macro incerti.

Obbligazionario sovrano e corporate

  • BTP: rendimento decennale area 3,4%, spread con il Bund intorno a 80–85 bps, in contrazione rispetto ai picchi dell’anno scorso.
  • Corporate investment grade e covered bond europei: beneficiano del calo atteso dei tassi e delle prospettive di default ancora contenute nell’area investment grade.

In questo contesto, la curva italiana a breve (3–5 anni) resta particolarmente interessante per chi vuole ridurre la duration ma mantenere un rendimento reale positivo.

Dove ha senso investire in Italia alla luce di questo scenario?

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(Indicazioni di carattere generale, non costituiscono consulenza personalizzata. Prima di investire, valuta il tuo profilo di rischio e confrontati con un consulente finanziario.)

Partendo dalle tue linee guida, e incrociandole con quanto sta esprimendo il mercato, lo scenario di oggi suggerisce una strategia bilanciata e difensivo-opportunistica:

Titoli di Stato italiani a breve termine (3–5 anni)

Perché hanno senso ora:

  • Lo spread è rientrato e il rischio Italia percepito dal mercato è più basso rispetto al passato recente.
  • I rendimenti sui BTP 3–5 anni restano interessanti in termini reali in un contesto di inflazione attorno al 2–2,5%.
  • Duration contenuta minore rischio di perdita in conto capitale in caso di movimenti inattesi sui tassi.

Ruolo in portafoglio:

  • “Zoccolo duro” difensivo in euro, ideale come base liquida e relativamente sicura.

Obbligazioni corporate investment grade e covered bond

Perché oggi sono attraenti:

  • Offrono rendimenti superiori ai BTP di pari scadenza in molti casi, con rischio di credito più diversificato (emittenti solidi, spesso multinazionali o banche sistemiche).
  • I covered bond restano tra gli strumenti più sicuri dell’universo obbligazionario bancario, grazie alle coperture su portafogli di mutui/attività reali.
  • In uno scenario dove l’economia rallenta ma non implode, l’investment grade è il compromesso ideale tra prudenza e rendimento.

Ruolo in portafoglio:

  • Secondo pilastro difensivo, per migliorare il rendimento del “motore obbligazionario” senza salire troppo di rischio.

Oro, argento e franco svizzero: la componente “paracadute”

Visti i movimenti delle ultime settimane:

  • Oro e argento hanno ripreso a salire con forza, sostenuti dalle attese di tagli dei tassi e dal clima di incertezza politica ed economica.
  • Il franco svizzero si conferma valuta rifugio, con un trend di graduale apprezzamento nel 2025.

Ruolo in portafoglio:

  • Quota contenuta ma strategica (tipicamente 5–15% a seconda del profilo di rischio) per:
    • Coprirsi da scenari di shock inflazionistici o geopolitici.
    • Ridurre la correlazione complessiva del portafoglio con l’azionario europeo.

Azionario italiano: focus su tecnologia e innovazione “resiliente”

Pur con un’economia reale debole, la Borsa italiana mostra che non tutti i settori sono uguali:

  • Tecnologia/innovazione e pagamenti digitali (ad es. Nexi) hanno messo a segno recuperi significativi e beneficiano dei trend strutturali di digitalizzazione.
  • Alcune realtà healthcare/medtech (Amplifon, Diasorin, Recordati) uniscono crescita secolare e capacità di mantenere margini anche in contesti macro deboli.
  • Il lusso di fascia alta (Brunello Cucinelli, Moncler) continua a intercettare la domanda internazionale, fungendo quasi da “brand refuge” in un mondo incerto.

In un portafoglio orientato all’Italia, una possibile logica (sempre da adattare al profilo di rischio) potrebbe essere:

  1. Cuore difensivo (circa 60–70%)
    • BTP 3–5 anni
    • Corporate IG europee (anche emittenti italiani solidi)
    • Covered bond bancari dell’area euro
  2. Paracadute (10–20%)
    • Oro e argento (fisico, ETC/ETF, o fondi specializzati)
    • Una quota in CHF o strumenti denominati in franchi svizzeri
  3. Motore di crescita azionario (15–25%)
    • Selezione di titoli italiani o fondi/ETF focalizzati su:
      • Tecnologia, digitalizzazione, pagamenti
      • Healthcare & medtech
      • Lusso e marchi con forte pricing power
    • Privilegiando aziende con:
      • Bilanci solidi
      • Modelli di business ricorrenti
      • Capacità di generare cassa anche in scenari di bassa crescita.

In conclusione, la giornata di ieri ha confermato un quadro paradossale ma ormai familiare: economia reale fragile, mercati finanziari in rally, con l’Italia in prima fila sul fronte azionario ma ancora esposta alla debolezza industriale. Alla vigilia dei nuovi dati su inflazione tedesca e produzione italiana, ha senso per un investitore guardare all’Italia con un approccio selettivo sull’azionario e molto disciplinato sull’obbligazionario, affiancando una componente di asset rifugio per dormire sonni più tranquilli.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né invito all’investimento. Le opinioni espresse riflettono valutazioni aggiornate al momento della redazione e possono variare senza preavviso. L’autore non si assume responsabilità per eventuali decisioni basate sui contenuti qui riportati.