Chip, data center e ritorni su investimenti: NVIDIA dirà quanto è solida la crescita dell’intelligenza artificiale
NVIDIA pubblicherà oggi, 26 agosto, dopo la chiusura di Wall Street, i risultati del secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2027. La conference call è programmata alle 14:00 del Pacifico, le 23:00 in Italia. Più che una semplice trimestrale, l’appuntamento rappresenta un vero stress test per l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale.
Gli investitori cercheranno una risposta a una domanda ormai decisiva: la crescita dell’AI sta producendo ritorni economici sufficienti a sostenere gli investimenti senza precedenti effettuati da hyperscaler, aziende e governi?
La precedente trimestrale: numeri eccezionali
Nel trimestre concluso il 26 aprile, NVIDIA ha registrato ricavi record per 81,6 miliardi di dollari, in crescita del 20% rispetto al trimestre precedente e dell’85% su base annua.
Il Data Center ha generato 75,2 miliardi, con una crescita del 92% rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare oltre il 92% del fatturato complessivo. Il margine lordo non-GAAP si è attestato al 75%, mentre l’utile per azione non-GAAP ha raggiunto 1,87 dollari.
La società ha inoltre annunciato un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie da 80 miliardi di dollari e un aumento del dividendo trimestrale.
Per il trimestre oggi in pubblicazione NVIDIA aveva indicato:
ricavi per 91 miliardi di dollari, con una tolleranza del 2%;
margine lordo non-GAAP intorno al 75%;
spese operative non-GAAP per circa 8,3 miliardi;
nessun ricavo Data Center Compute proveniente dalla Cina incluso nelle previsioni.
Il consenso di mercato si è successivamente spostato verso circa 92,4 miliardi di ricavi e 2,10 dollari di utile rettificato per azione. Il mercato delle opzioni incorpora un movimento del titolo vicino al 5,4% in una delle due direzioni, equivalente a una variazione potenziale della capitalizzazione di circa 280 miliardi di dollari.
Perché il mercato non premiò pienamente i risultati
Nonostante i numeri record e una guidance superiore alle attese ufficiali, la precedente trimestrale generò una reazione molto contenuta e leggermente negativa del titolo.
Il comportamento evidenziò un cambiamento nelle aspettative: per NVIDIA non è più sufficiente superare le stime. Gli investitori pretendono un’accelerazione capace di battere anche le aspettative informali più ottimistiche, mantenendo contemporaneamente margini vicini al 75%.
La sensibilità non riguarda soltanto NVIDIA. Una guidance deludente potrebbe coinvolgere produttori di semiconduttori, networking, memorie, sistemi di raffreddamento e fornitori di energia per data center. Al contrario, una previsione nettamente superiore ai 92 miliardi rafforzerebbe l’ipotesi che il ciclo infrastrutturale dell’AI sia ancora lontano dalla maturità.
Le cinque rivelazioni attese questa sera
1. La vera domanda per Blackwell
Il primo indicatore sarà la crescita sequenziale del Data Center e, in particolare, la domanda per i sistemi Blackwell.
Il mercato dovrà capire se l’aumento delle consegne deriva da una domanda finale ancora superiore all’offerta oppure dal semplice completamento degli ordini accumulati. Saranno importanti anche le indicazioni sulla transizione verso Vera Rubin e sulla capacità di evitare rallentamenti durante il cambio generazionale.
2. Il rapporto tra training e inference
La crescita dell’inference rappresenta probabilmente il dato qualitativo più importante. L’addestramento dei grandi modelli è concentrato in pochi operatori e richiede investimenti molto elevati; l’inference, invece, può trasformarsi in una domanda più ricorrente e distribuita.
Un’accelerazione dei carichi legati ad agenti AI, ricerca, video, robotica e applicazioni aziendali indicherebbe che l’intelligenza artificiale sta passando dalla costruzione dei modelli alla monetizzazione su larga scala.
3. La sostenibilità dei margini
Il margine lordo del 75% riflette potere di prezzo, leadership tecnologica e forza dell’ecosistema CUDA. La sua tenuta sarà fondamentale.
Pressioni sui margini potrebbero derivare dal costo dei nuovi sistemi, dalla maggiore complessità delle soluzioni rack-scale, dalla concorrenza e dalla crescita dei chip personalizzati progettati dagli hyperscaler.
4. Cina e restrizioni commerciali
La guidance precedente non includeva ricavi Data Center Compute dalla Cina. Gli investitori cercheranno aggiornamenti su licenze, prodotti conformi alle restrizioni statunitensi, inventari e capacità di compensare la perdita di questo mercato attraverso domanda americana, europea, mediorientale e asiatica.
La Cina resta contemporaneamente un’opportunità commerciale e uno dei maggiori rischi geopolitici per il settore.
5. Il ritorno economico del capex AI
Il vero rischio non è oggi la mancanza di investimenti, ma la possibilità che i ritorni impieghino più tempo del previsto a manifestarsi.
Alphabet, per esempio, ha registrato nel secondo trimestre un capex di 44,9 miliardi di dollari, destinato in larga parte all’infrastruttura tecnica per l’AI. Il backlog di Google Cloud è salito a 514 miliardi, un segnale di domanda concreta, ma il free cash flow trimestrale è diventato negativo proprio a causa dell’intensità degli investimenti.
I commenti di NVIDIA sugli ordini dei grandi cloud provider aiuteranno quindi a capire se questa spesa continuerà ad accelerare oppure entrerà in una fase di maggiore selettività.
Il mercato AI oltre NVIDIA
I dati pubblicati dalle altre società indicano che l’espansione non è circoscritta a un solo produttore.
AMD ha registrato nel secondo trimestre ricavi Data Center per 6,7 miliardi di dollari, in crescita del 107% annuo, grazie alla domanda di processori EPYC e acceleratori Instinct. È il concorrente più diretto di NVIDIA e può beneficiare della necessità degli hyperscaler di diversificare i fornitori.
Broadcom ha riportato ricavi da semiconduttori AI per 10,8 miliardi, in aumento del 143%, sostenuti dagli acceleratori personalizzati e dal networking. La società rappresenta una delle esposizioni più importanti alla crescita dei chip ASIC sviluppati per i grandi clienti cloud.
Marvell Technology ha raggiunto ricavi trimestrali record per 2,42 miliardi, con 1,83 miliardi provenienti dal Data Center. La crescita è sostenuta da interconnessioni, soluzioni ottiche, switching e custom silicon.
Questi numeri mostrano che la competizione sta evolvendo: NVIDIA conserva una posizione dominante nel calcolo accelerato, mentre Broadcom, AMD e Marvell conquistano spazio nei chip personalizzati, nelle reti e nelle architetture alternative.
Le aziende “satellite” da monitorare
Più che una selezione di titoli su cui scommettere indiscriminatamente, è utile costruire una watchlist distribuita lungo la filiera.
Vertiv: energia e raffreddamento
L’aumento della densità dei rack rende alimentazione elettrica e raffreddamento a liquido componenti indispensabili delle AI factory. Vertiv ha alzato la guidance 2026, indicando al punto medio ricavi per 14 miliardi e crescita organica del 31%.
È una delle esposizioni più dirette ai colli di bottiglia fisici dei data center. I rischi principali sono la valutazione elevata, la capacità produttiva e un’eventuale normalizzazione degli ordini.
Credo Technology: connessioni ad alta velocità
Credo sviluppa soluzioni di connettività ad alta velocità e basso consumo per cluster AI. Nel terzo trimestre fiscale 2026 i ricavi hanno raggiunto 407 milioni di dollari, in crescita del 201,5% annuo e del 51,9% sequenziale.
È una società più piccola e potenzialmente più dinamica, ma presenta elevata volatilità, multipli impegnativi e concentrazione della clientela.
Astera Labs: connettività dentro il rack
Astera Labs opera nei semiconduttori per collegare GPU, CPU, memoria e acceleratori all’interno delle piattaforme AI. La crescita delle architetture rack-scale aumenta il valore strategico della connettività PCIe, CXL ed Ethernet.
Il titolo offre un’esposizione mirata all’aumento della complessità dei sistemi, ma resta sensibile alla concentrazione su pochi clienti e alle rapide evoluzioni degli standard tecnologici.
Marvell: ottica e chip personalizzati
Marvell può beneficiare sia della crescita dei chip progettati su misura per gli hyperscaler sia dell’espansione delle connessioni ottiche. La società prevede che nell’esercizio 2027 i ricavi Data Center crescano di circa il 50%, con oltre il 70% per le interconnessioni.
Rispetto ad alcune small cap, presenta una maggiore diversificazione, ma deve affrontare la concorrenza di Broadcom e il rischio di esecuzione dei programmi custom.
Coherent e Lumentum: la frontiera ottica
Con l’aumento delle dimensioni dei cluster, la trasmissione dei dati diventa un limite importante quanto la capacità di calcolo. Coherent e Lumentum possono beneficiare della migrazione verso collegamenti ottici da 800G e 1,6T.
Sono esposizioni più cicliche, condizionate da prezzi, capacità produttiva, concentrazione dei clienti e tempistiche di adozione delle nuove tecnologie.
Una gerarchia per rischio e qualità
Tra le società più solide, NVIDIA, Broadcom e AMD rimangono i riferimenti principali: leadership tecnologica, risorse finanziarie e maggiore capacità di assorbire eventuali rallentamenti.
Nella fascia infrastrutturale, Vertiv e Marvell offrono un’esposizione diversificata ai vincoli energetici e di connettività.
Credo e Astera Labs presentano invece potenziale di crescita superiore, ma anche valutazioni, volatilità e rischi di concentrazione significativamente maggiori. Sono titoli da considerare con dimensionamenti più prudenti e orizzonti temporali coerenti con l’elevata incertezza.
Prospettive e principali sfide
Il quadro fondamentale dell’AI rimane espansivo: i ricavi Data Center di NVIDIA, AMD e Marvell crescono rapidamente, Broadcom sta accelerando nei chip personalizzati e gli investimenti dei grandi operatori cloud continuano a salire.
Le sfide, tuttavia, sono altrettanto rilevanti:
disponibilità di energia e connessioni alla rete;
raffreddamento dei cluster ad alta densità;
capacità produttiva e packaging avanzato;
restrizioni alle esportazioni verso la Cina;
concorrenza dei chip proprietari degli hyperscaler;
tempi di monetizzazione delle applicazioni AI;
multipli azionari che incorporano già tassi di crescita eccezionali;
rischio che il capex cresca più rapidamente dei ricavi generati dall’AI.
Il verdetto che il mercato attende
Una trimestrale superiore alle attese, accompagnata da una guidance nettamente oltre i 92 miliardi e da margini stabili, confermerebbe che il ciclo infrastrutturale dell’AI è ancora in piena espansione. Ne beneficerebbe l’intera filiera, dai semiconduttori al networking, fino a energia e raffreddamento.
Risultati semplicemente in linea potrebbero invece non essere sufficienti: dopo una crescita così rapida, il mercato valuta NVIDIA sulla distanza tra i numeri effettivi e aspettative già estremamente elevate.
La segnalazione più preoccupante sarebbe una combinazione di crescita sequenziale più debole, margini in calo e maggiore cautela dei clienti cloud. Non dimostrerebbe necessariamente lo scoppio di una bolla AI, ma indicherebbe il passaggio da una fase di espansione indiscriminata a una nella quale ordini, valutazioni e ritorni sul capitale dovranno essere selezionati con molta più attenzione.
Disclaimer: il contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria né una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. I titoli citati possono presentare elevata volatilità e rischio di perdita del capitale.