Inflazione USA e Prospettive PCE

La dinamica dei prezzi al consumo negli Stati Uniti rimane sotto osservazione

Azioni 27/06/2025 4FT News
dollar eyes

La dinamica dei prezzi al consumo negli Stati Uniti rimane sotto osservazione: tra aspettative di allentamento e rischi di persistenza inflattiva, i mercati si muovono in equilibrio precario.

Un'economia resiliente ma sotto pressione

L’economia statunitense si trova oggi in una fase di transizione delicata: da un lato, la crescita del PIL continua a mostrare resilienza grazie a un mercato del lavoro ancora solido e a una domanda interna robusta; dall’altro, le pressioni inflattive, pur in fase di graduale attenuazione, non sono ancora del tutto rientrate nei parametri desiderati dalla Federal Reserve. In particolare, l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures), il principale riferimento utilizzato dalla Fed per valutare le dinamiche dei prezzi, continua a destare attenzione per la sua lenta discesa verso l’obiettivo del 2%.

L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è infatti ancora sopra la soglia di comfort per la banca centrale, segnalando una persistenza nei costi dei servizi e nei salari. Questo quadro contribuisce a mantenere un clima di incertezza sia per le decisioni di politica monetaria sia per l’orientamento degli investitori nei mercati finanziari.

Dati Maggio 2025:

  • PCE headline (Personal Consumption Expenditures Price Index - indice dei prezzi delle spese per consumi personali): +0,1 % su base mensile, +2,3 % su base annua (in aumento da +2,1 % in aprile)

  • Core PCE (escluse alimentari ed energia): +0,1 % m/m, su +2,6 % annuo (da +2,5 % in aprile)

 

I dati di maggio consolidano un trend di rallentamento dell’inflazione nei servizi e nei beni, seppur con un lieve rimbalzo nel dato headline.

Core PCE USA sale a Giugno 2025

prospettive pce

Con il dato di oggi il Core PCE aumenta: Core > 2.7 % annuo m/m > +0.2 %, a questo punto potrebbero emergere i seguenti scenari:

  1. Politica monetaria più restrittiva
    – La Fed probabilmente posticiperà i tagli dei tassi (già sospeso il taglio di luglio, ora viste probabilità taglio in settembre a ~70 %)– Possibile segnale di rialzi quantitativi (QT) o incremento dello stop all’espansione del bilancio.

  2. Effetti macroeconomici
    – Crescita USA in frenata (investimenti e consumi indeboliti dal costo del denaro più alto).
    – Rischio recessione stagflation-like, con crescita vicina allo zero e inflazione moderata–in rialzo.

  3. Mercato azionario
    – Settimane volatili: il mercato anticipa una Fed ancora restrittiva → equity a rischio, con focus su settori ciclici.
    – S&P 500 e Nasdaq potrebbero assimilare quotazioni più basse, con tecnologia e crescita penalizzate.

  4. Valute & obbligazioni
    – Dollaro più forte (+USD su valuta estera).
    – Rendimenti dei Treasuries a rialzo (shock sul mercato obbligazionario).